Shit Show - più la mescoli più puzza

Crediti
testi di Andrea Lupo
regia Marco De Rossi
con Marco De Rossi, Giulia Nasi, Filippo Costoli, Viktoria Vandelli, Francesca Iaccarino
canzoni originali di Tizio Bononcini, Sewer Sailors e Andrea Lupo
produzione Teatro delle Temperie
La trama
Uno spettacolo che porta in scena la peggior categoria di show televisivi fra i più disumani e squallidi: il “tabloid talk show” dove un ospite o un gruppo di ospiti e un pubblico dal vivo interagiscono con il presentatore. Questi talk show presentano persone comuni che prima di tutto sono spinti a confessare la loro vita privata, i loro drammi, i loro segreti e poi vengono spinti dal presentatore senza scrupoli ad esprimere la loro opinione su argomenti insoliti o controversi. Ovviamente questo progetto vuole sbattere in faccia al pubblico la pochezza e la disumanità di molti programmi televisivi che sfruttano le miserie della gente comune per fare audience a tutti i costi. Ma non solo. I temi trattati e i personaggi messi in scena ci consentiranno di rappresentare con tagliente sarcasmo ed ironia la società contemporanea per come la stiamo osservando e vivendo quotidianamente nelle nostre famiglie, sul lavoro, nelle nostre comunità. Uno spettacolo violentemente comico e irriverente che costringerà il pubblico a guardarsi dentro e attorno in un modo totalmente diverso.
le foto
stampa e commenti
«“Voglio tutto, tutto!” – Anatomia brillante del disastro umano in diretta
È raro assistere a uno spettacolo che riesca, con altrettanta precisione, a svelare la pornografia emotiva della televisione contemporanea e, insieme, l’inerzia etica di una società che si nutre del dolore altrui come fosse intrattenimento.
In scena prende forma il regno degradato del tabloid talk show, quell’abisso mediatico dove la confessione intima diventa spettacolo, la miseria umana carburante per l’audience, e il pubblico un branco assuefatto al linciaggio morale. Il presentatore – figura lucida, cinica, perfettamente consapevole del proprio potere – guida con mano ferma un meccanismo di umiliazione spettacolarizzata che, purtroppo, riconosciamo fin troppo bene.
Ma la vera forza dello spettacolo è nei personaggi: ritratti folgoranti di un’umanità allo sbando, tutti cesellati con una precisione attoriale rara. Tra questi, l’ultima ospite mi ha colpito con particolare forza. È l’incarnazione estrema del soggetto capitalista, per citare Lacan: ripete in modo quasi liturgico “voglio tutto, tutto!”, credendo che il desiderio coincida con la felicità, e che la felicità sia una merce tra le altre. Ma il suo percorso si infrange contro una verità crudele: anche quando ogni capriccio è soddisfatto, resta un vuoto. Il “tutto” non basta. Perché ciò che cerca, in fondo, è senso, è pace interiore, è felicità — e in una società che ci vuole consumatori prima che cittadini, tutto questo diventa una chimera.
Si ride, sì, e molto — ma si ride con l’amaro in gola. Perché ciò che vediamo sul palco è il nostro riflesso deformato, ma non troppo. Un teatro corrosivo, intelligentissimo, che non cerca il consenso ma lo smacco, che non consola ma aggredisce. E lo fa con una grazia spietata.
Uno spettacolo che, come certi sguardi sinceri, non si dimentica.»
Filmon Yemane
programmazione
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