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è in fase di preparazione il nuovo spettacolo della compagnia "Teatro delle Temperie"

 

fonti

“L'epoca delle passioni tristi”

M. Benasayag

 

 

 

“La nube purpurea”

M. P. Shiel

 

 

 

“Guerra agli umani”

Wu Ming 2

 

 

 

“Frankenstein”

Mary Shelley

 

 

 

“Incantati dalla morte”

Svetlana Aleksievic

 

 

 

“Fight Club”

Chuck Palahniuk

 

 

 

“Roberto Zucco”

Bernard-Marie Koltès

 

 

 

“Il gioco delle opinioni”

Umberto Galimberti

 

 

 

“Il narcisismo”

Alexander Lowen

 

progetto alfa

Con “progetto alfa” (il titolo vero e proprio dello spettacolo sarà definito in corso d'opera) vorremmo fornire al pubblico uno spunto per riflettere sugli sviluppi sociali e psicologici che stiamo vivendo negli ultimi decenni.

Abbiamo scelto di sviluppare il lavoro in modo originale, basandoci su fonti eterogenee (dalla saggistica alla narrativa alla drammaturgia…).

La grande varietà di spunti a cui attingerà il progetto, ci consente di avere contemporaneamente la libertà di costruire un nostro linguaggio e un apporto multiforme sul piano dei contenuti stilistici e narrativi.

Lo spettacolo verte sulla crisi che sta vivendo, in modo nuovo e anomalo, la nostra società: un disagio profondo e radicato che non riguarda solo alcuni individui, una generazione o una classe specifica, ma che è fenomeno serpeggiante in tutta la collettività.

Sembra che le nuove società stiano sperimentando una nuova forma di angoscia collettiva, uno straordinario sentimento d'impotenza di fronte al mondo, un pessimismo senza precedenti nei confronti del futuro, un senso di precarietà di fronte a un novero di minacce troppo vasto per essere attivamente affrontato.

“Fino a non molto tempo fa, futuro non era solo il giorno dopo o gli anni a venire… futuro faceva rima con promessa.

La speranza era quella di un sapere globale capace di dominare la natura. Ma la promessa non si è realizzata: i saperi non ci hanno resi onnipotenti e il crollo di questo ideale ha gettato gli uomini nell'incertezza.

Inquinamenti di ogni tipo, disuguaglianze sociali, disastri economici, comparsa di nuove malattie: la lunga litania delle minacce ha cambiato segno al futuro.

Assistiamo al passaggio da una fiducia smisurata ad una diffidenza altrettanto estrema nei confronti del futuro.

Quest'idea del futuro come minaccia, la pressione crescente dell'utilitarismo legata all'invasione dell'ideologia neoliberista in tutte le sfere della vita, la formattazione degli individui mediante la classificazione e il ricorso a definizioni da etichetta che tendono a spianare la molteplicità: queste sono le tendenze di fondo che determinano un disagio non solo individuale, ma sociale.”

(Miguel Benasayag, “L'epoca delle passioni tristi”)

Lo spettacolo si svolge in un luogo - non luogo, una specie di sotterraneo, dove giovani uomini e giovani donne hanno scelto volontariamente la semi-prigionia.

Sopra di loro si trova il mondo con cui non sono riusciti a identificarsi, in cui non riescono a integrarsi, dal quale vengono etichettati come “perdenti”.

L'unica via che sembra rimasta per sopravvivere è la fuga in questo “sotto”: una sorta di limbo nel mondo reale, che può rimandare ai sotterranei cittadini usati come rifugi antiaerei o alla rete fognaria di Cracovia popolata da clochard, ma che diventa anche simbolo dell'auto-imprigionamento nella propria soggettività.

La fuga da “sopra” a “sotto” è anche ripiegamento volontario nell'individualismo, è condanna e auto-condanna alla solitudine.

Il “sopra” descritto dai rifugiati assumerà tinte non immediatamente riconoscibili in quelle del nostro mondo: sarà un universo ai limiti del fantastico che rimanda solo metaforicamente alla nostra quotidianità. Il pubblico conoscerà la realtà soprastante attraverso le parole dei personaggi e attraverso i suoni che filtrano da “sopra” a “sotto”. Saranno rumori ambigui che sentiremo come se fossero filtrati dalle menti dei personaggi e che daranno al pubblico la possibilità di intuire come i rifugiati percepiscano il mondo fuori dal sotterraneo: un mondo minaccioso e schiacciante.

La narrazione parte dall'arrivo, all'interno della tana, di una giovane donna in cerca della sorella scomparsa.

Sul suo cammino la ragazza incontrerà tre individui che vivono da più o meno tempo nel sotterraneo.

Nel corso dello spettacolo, attraverso l'interazione con la nuova arrivata, si scopriranno i diversi caratteri dei personaggi, i loro motivi di fuga, i loro segreti.

Ma si scoprirà soprattutto che la fuga in sé stessa non è la soluzione, come avevano creduto: pur liberi dai vincoli esterni di quel mondo tanto temuto e criticato, i personaggi non riescono ancora a emanciparsi dagli schemi mentali e dai comportamenti imperanti nel “sopra”, che li hanno indotti a scappare.

Continuano a vivere in un esasperato individualismo, pensando ognuno alla propria salvezza, incapaci di condividere gioie e dolori, necessità, emergenze, decisioni.

Lo svolgimento drammaturgico avrà un andamento spezzato, giocato sull'altalena tra il passato e il presente dei personaggi, tra l'ironia e l'amarezza.